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CEAS IN FORMAZIONE

Sulla scia della sperimentazione sociale che CEAS sta portando avanti per rispondere alle notevoli problematiche che emergono in questo periodo di crisi, è stato avviato un percorso di formazione per preparare gli operatori alle nuove sfide che il terzo settore è chiamato ad affrontare.

La Regione Lazio sostiene queste azioni finanziando due corsi di formazione ADA che vogliono dare gli strumenti per ripensare i servizi di accoglienza per minori e per lanciare nuove forme di finanziamento dei progetti attraverso il fundraising.

I percorsi sono stati realizzati in collaborazione con l’Associazione PsicoIus e con la Scuola di Roma Fundraising.

Auguriamo un buon lavoro a tutti gli operatori coinvolti, certi che le nuove competenze acquisite siano un valore per i ragazzi e per tutte le comunità locali.

 

CORSO DI FORMAZIONE PER L’ORIENTAMENTO AL LAVORO

Il C.E.A.S. di Mentana in collaborazione con il Comune di Mentana – Assessorato alle Politiche Sociali – propone un corso di formazione sull’orientamento al lavoro. Tre giornate nel mese di dicembre – 12/14/16 – per acquisire focalizzare, raccontare e presentare le conoscenze, le esperienze e le competenze al fine di renderle facilmente leggibili alle aziende. Un percorso breve dedicato alla capacità di sapersi raccontare e saper formulare un CV efficace, saper presentare e gestire il colloquio e organizzare i profili social per individuare i canali di ricerca ottimali. Una proposta formativa, pensata con l’amministrazione comunale di Mentana, rivolta a tutti i cittadini che sono alla ricerca di lavoro e vogliono acquisire nuove competenze per affrontare il mercato del lavoro.

Per info orari ed iscrizioni: fb: ceas mentana – comunica@coopceas.it – Mob. 3393368321

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CORSO DI FORMAZIONE PER ANIMATORI DEI CENTRI ESTIVI

Parte Mercoledì 23 aprile 2014 alle ore 17,00 l’ XI° corso di formazione per operatori dei Centri Ricreativi Estivi. Il corso si terrà presso la sede del Centro Melaverde, a Mentana in via A. Moscatelli, 284 ed è suddiviso in 7 incontri teorico/pratici di 3 ore ciascuno con cadenza settimanale, per una durata complessiva di 21 ore. L’obiettivo principale del corso è quello di fornire ai corsisti le competenze teoriche e pratiche per operare nel mondo dell’animazione sociale dell’infanzia e dell’adolescenza con maggiore professionalità e con il giusto equilibrio tra divertimento e responsabilità. Saper animare ed educare allo stesso tempo è un lavoro che richiede la padronza di metodi e tecniche dell’animazione e del gioco. Il corso è aperto a maggiorenni con diploma di scuola media superiore o a minorenni che abbiano assolto l’obbligo scolastico. Le iscrizioni rimarranno aperte fino all’inizio del corso ed il costo complessivo è di € 30,00. Per informazioni e iscrizioni potete, contattare il Centro Melaverde al numero 06.9095283 – 3393368321 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00, o inviare una mail a comunica@coopceas.it .

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WORKSHOP TEMATICI DI C.E.A.S

Alle nuove richieste di aiuto e di assistenza che arrivano sempre più numerose, la Cooperativa C.E.A.S da tempo cerca di rispondere con un Modello Intergrato che associ all’accoglienza delle emergenze un più efficace ed articolato intervento sul territorio. Un modello sempre più accettato, promosso e stimolato dalle istituzioni e dalla normativa (cfr. nuova normativa sui servizi sociali integrati del novembre 2000) e fondato sulla compartecipazione in un lavoro di rete di diverse istituzioni, professionisti e strutture deputate alla prevenzione del disagio. In particolare, rivolgendo una maggiore attenzione a tutte le nuove realtà sociali e culturali presenti sul territorio locale ed alle richieste di formazione e di aiuto provenienti dai servizi attivati nei diversi territori.
In questa nuova ottica sono stati pensati e progettati i 3 workshop (16 ore per workshop) tematici del sociale per  creare, attraverso interventi formativi, le adeguate sinergie operative tra i professionisti e le agenzie che operano nel campo della tutela dei minori.
Il coordinamento scientifico è curato dalla Prof.ssa Patrizia Patrizi, la segreteria scientifica è curata dal dott. Gianluigi Lepri.
Per le iscrizioni e le date degli incontri è possibile consultare la brochure e la scheda di iscrizione.

CORSO PER GENITORI “IL RAMO E GLI OCCHIALI”

C’era una volta un giovane ramo di un grande albero. Era nato in primavera, tra il tepore dell’aria e il canto degli uccelli. In mezzo all’aria, alle lunghe giornate estive, al sole caldo, alle notti frizzanti, trascorse i suoi primi mesi di vita. Era felice: aveva foglie bellissime e, poi, erano sopraggiunti fiori colorati ad adornarlo e, dopo ancora, grandi frutti succosi di cui tutti gli uccelli del cielo potevano nutrirsi.

Ma un giorno cominciò a sentirsi stanco: era settembre…
i frutti si staccarono, le foglie cominciarono a cambiare colore, divenivano sempre più pallide…addirittura, di tanto in tanto, il vento se ne portava via qualcuna.
Venne la pioggia, e poi l’aria fredda, e il ramo si sentiva sempre
peggio ;non capiva cosa stesse succedendo.
In pochi giorni e in poche notti si trovò spoglio, infreddolito, completamente
Solo.

Rimase così qualche tempo, fin
quando non capì che non poteva
far altro che mettersi a cercare
i suoi fiori, le sue foglie, i suoi
frutti per poter di nuovo stare
insieme a loro.
“Devo darmi da fare”, disse
risoluto tra sé e sé.

Cominciò, allora, a chiedere
aiuto a tutti i suoi amici.
Si rivolse dapprima al Mattino:
“Sono solo e infreddolito, ho
perso tutte le mie foglie, sai dove
le posso trovare?”.

Il Mattino rispose: “Ci sono alberi
che ne hanno tante, prova a chiedere a loro”.
Si rivolse a quegli alberi:“Sono solo
e infreddolito, ho perso tutte le mie
foglie, sapete dirmi dove le
posso trovare?”.

Gli alberi risposero: “Noi le abbiamo
sempre avute, prova chiedere
agli alberi uguali a te”.
Si rivolse ai rami spogli come lui.
“Abbiamo tanto freddo anche noi,
non sappiamo cosa dirti…”, gli
risposero.

Queste parole lo fecero sentire meno solo. Si disse che, se avesse ritrovato
le foglie, sarebbe subito corso dai suoi simili a rivelare il luogo
in cui si trovavano.
Continuò la sua ricerca e chiese al Vento.
“Io le foglie le porto solo via, è la pioggia che le fa crescere”, disse il vento a gran voce.
Si rivolse alla Pioggia. “Le farò crescere a suo tempo”, gli disse la Pioggia tintinnando.
Si rivolse allora al Tempo. “Io so tante cose”, gli disse con voce profonda, “il Tempo aggiusta tutto, non ti preoccupare: occorrono tanti giorni e tante notti”.
Si rivolse alla Notte, ma la Notte tacque e lo invitò a riposare.
Si sentiva infatti molto stanco.

Mentre stava per addormentarsi uno gnomo passò di là. Al vedere quel ramo così spoglio e indebolito dalle intemperie e dal freddo, si fermò, e , un po’ preoccupato, gli chiese cosa stesse succedendo. Il ramo gli raccontò tutta la storia. Lo gnomo stette con lui. Si fermò nel suo silenzio, lo ascoltò, sentì il suo dolore. Allora il ramo parlò ancora e disse: “Mi è sembrato di chiudere gli occhi, e, dopo averli riaperti, non ho più trovato le mie foglie, non sono stato più capace di vederle”.
Lo gnomo pensò a lungo, poi capì: si tolse gli occhiali e li posò sul naso del ramo, spiegandogli che erano occhiali magici che servivano per guardare dentro di sé. Il ramo, allora, aprì bene gli occhi e…meraviglia…
vide che dentro di sé qualcosa si muoveva, sentiva un rumore, vedeva qualcosa circolare, provò ad ascoltare, guardò a fondo: era la linfa, linfa viva che si muoveva in lui.
Incredulo, disse allo gnomo ciò che vedeva. Lo gnomo gli spiegò che le foglie, i fiori e i frutti nascono grazie alla linfa oltre che al caldo sole, all’aria di primavera e alla pioggia.
“Se hai la linfa dentro di te, hai tutto”, gli disse “non occorre chiedere più nulla a nessuno, ma insieme all’acqua, alla luce, all’aria, agli altri rami, le foglie rinasceranno: le hai già dentro”.
Il ramo, immediatamente, si sentì più forte, rinvigorì:
aveva la linfa in sé, non doveva più chiedere consigli,
gli bastava lasciar vivere la linfa che circola in lui.
La linfa da cui, un giorno, sarebbero rinate le amiche foglie.


Genitori e Figli:
Crescere, che cosa significa!

Accettare il cambiamento ed essere capaci di cambiare.

UN ITINERARIO “CON” I GENITORI E NON UNA SCUOLA PER GENITORI

Il percorso ha come scopo il tentativo di fare un lavoro “con” i genitori e non sui genitori, tenendo conto del loro contributo e lasciando loro tempo e spazio per riflettere. Come inizio lavori si prevede di porre l’accento sull’apprendimento di informazioni nuove, senza però tralasciare l’utilità che tale incontro può avere per molte persone presenti ossia, attraverso il coinvolgimento e la sollecitazione dagli stimoli del lavoro, si sentano motivate e bisognose di intraprendere tale itinerario “educativo”.
Gli incontri saranno gestiti con dinamiche di gruppo, o meglio i genitori saranno parte attiva (protagonisti) di tutto il tempo trascorso insieme.

Obiettivi

  • Sensibilizzare gli adulti alla relazione con i figli
  •  Permettere di scoprire, utilizzare e migliorare le proprie competenze educative per favorire la prevenzione primaria
  •  Suscitare interesse sulla raccolta di informazioni per acquisire nuove conoscenze
  •  “Mettersi in gioco”, dal fare domande al farsi domande
  •  Creare una rete di rapporti in cui ognuno è partner dell’altro: rompere l’isolamento delle famiglie

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

PRIMO INCONTRO
Conoscere e farsi conoscere
Offrire la possibilità di creare la relazione e alleanza del gruppo, ma soprattutto uno spazio di crescita personale, attraverso il sentimento di competenza e di fiducia per la valorizzazione del proprio ruolo genitoriale.

SECONDO INCONTRO
Individuare nel “cambiamento” la “crescita”
Rafforzare le competenze genitoriali, aiutare a prendere contatto con le proprie risorse scoprendo nuove strategie per essere “una famiglia che sostiene”. Venire a contatto con “atteggiamenti educativi” che aiutano la crescita, la propria e quella dei propri figli.

TERZO INCONTRO
Comunicazione nell’organizzazione familiare
Creare consapevolezza dei propri modi di comunicare e di agire, innescare la riflessione su di essi per allargare la gamma delle proprie possibilità di azione e uscire da eventuali schemi di comportamento rigidi: come cominciare a ascoltare in modo nuovo i propri figli entrando con loro in sintonia per meglio comprendere le loro esigenze e necessità, anche affettive; come parlare e farsi ascoltare, per essere a fianco dei figli nella crescita per sostenerli nelle difficoltà quotidiane; acquisire abilità efficaci nella comunicazione descrittiva e nella comunicazione rappresentativa; abilità utili sia all’interno del rapporto con i figli sia all’interno del rapporto di coppia.

QUARTO INCONTRO
Rilevare l’importanza delle regole nel rapporto genitori-figli: la disciplina
Riflessioni sui conflitti inevitabili tra genitori e figli: chi dovrebbe vincere?
Possibili strategie per affrontarli: il problem solving, i messaggi di confronto, l’identificazione dei bisogni. In sintesi, educarsi alla gestione dei conflitti, creare una riflessione intorno a come trasformare il conflitto familiare in un evento positivo, un’occasione per conoscersi meglio, per crescere e per migliorare la propria capacità di risolvere i problemi.

QUINTO INCONTRO
Promuovere la fiducia in se stessi
Creare consapevolezza dei bisogni fondamentali non solo dei figli ma anche dei genitori. Per soddisfare i bisogni dei figli è importante che i genitori si occupino anche dei loro bisogni, che si “nutrano per poter nutrire”, che si prendano cura di sé, per potersi prendere cura dei figli.

SESTO INCONTRO
Ri- trovarsi per crescere insieme
Riflessione sul proprio percorso personale. Condivisione della propria esperienza di Genitore-Educatore nella relazione di interdipendenza e circolarità con “l’altro”.
Tutti insieme per la cena!!!!!

N. B. Se i genitori dovessero essere disponibili ad altri incontri:

SETTIMO INCONTRO
Incontrarsi “Per una buona educazione alimentare”. Sarebbe interessante invitare un esperto di alimentazione in modo tale che le famiglie possano avere la possibilità di sciogliere ogni tipo di dubbio e perplessità rispetto all’alimentazione dei propri figli.

OTTAVO INCONTRO
“Genitori compagni di scuola”
Momenti di condivisioni necessari a superare quelli che sono i timori per quanto riguarda la “dispersione scolastica”.