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	<title>CEAS Mentana &#187; Redazione</title>
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	<description>Cooperativa sociale CEAS &#124; Roma</description>
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		<title>Comunità solidale, associazionismo e giustizia riparativa</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 15:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[giustizia riparativa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’iniziativa si propone come spazio di riflessione critica sugli interventi possibili da promuovere per restituire benessere a persone e sistemi coinvolti in varie forme di conflitto relazionale anche come conseguenza di un reato, in un&#8217;ottica riparativa e de-istituzionalizzante. Così come ci indicano le diverse fonti sovranazionali: convenzioni firmate e ratificate dall’Italia, in particolare la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989, di cui il prossimo 20 [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">L’iniziativa si propone come spazio di riflessione critica sugli interventi possibili da promuovere per restituire benessere a persone e sistemi coinvolti in varie forme di conflitto relazionale anche come conseguenza di un reato, in un&#8217;ottica riparativa e de-</span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">istituzionalizzante. </span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">Così come ci indicano le diverse fonti sovranazionali: convenzioni firmate e ratificate dall’Italia, in particolare la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia del 1989, di cui il prossimo 20 novembre ricorrerà il venticinquesimo anniversario, la </span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">Convenzione di Lanzarote del 2007; raccomandazioni e direttive del Parlamento Europeo come la Direttiva 2012/29/UE del 25 ottobre 2012 (al suo secondo anniversario), che istituisce le norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che fa esplicito riferimento alle modalità attuative dei “servizi di giustizia riparativa” come strumento, non solo, di più rapida risoluzione del conflitto e di riduzione di vittimizzazione secondaria, ma anche di prevenzione della criminalità e sviluppo di sicurezza.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">In linea con questi orientamenti e con la letteratura internazionale si intende riflettere per promuovere nel nostro Paese forme più efficaci di attenzione, ascolto e tutela di vittime e autori di reato in un’ottica di corresponsabilità tra le istituzioni coinvolte e a vario </span><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12pt;">titolo competenti sia in termini di prevenzione che di intervento in materia di sicurezza e di protezione (forze dell’ordine, procure e tribunali, scuole, servizi territoriali, associazioni del privato sociale etc.).</span></p>
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		<title>La Regione Lazio ed il Terzo Settore: in campo per contrastare la povertà e promuovere l’inclusione sociale.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 15:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Regione Lazio ha iniziato un percorso per contrastare in maniera sistemica e diretta l’avanzare della povertà nelle fasce più deboli della popolazione. Un segnale importante che testimonia il cambiamento di rotta che si vuole imprimere alle politiche sociali. Riformare la legge quadro del sistema di welfare e contemporaneamente, avviare una serie di azioni che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lazio ha iniziato un percorso per contrastare in maniera sistemica e diretta l’avanzare della povertà nelle fasce più deboli della popolazione. Un segnale importante che testimonia il cambiamento di rotta che si vuole imprimere alle politiche sociali. Riformare la legge quadro del sistema di welfare e contemporaneamente, avviare una serie di azioni che diano immediata risposta alla drammatica situazione sociale che investe una fetta sempre più ampia della popolazione. Questo emerge dalle parole dell’Assessore alle politiche sociali della Regione Lazio Rita Visini e da quelle del Presidente Nicola Zingaretti, che durante la conferenza stampa per la presentazione degli assegnatari del “Bando della Solidarietà”, hanno voluto ringraziare personalmente tutte le realtà del terzo settore che hanno aderito al bando con proposte concrete ed innovative.</p>
<p>L’approvazione della graduatoria dei progetti presentati, per interventi di contrasto alla povertà e di inclusione sociale, è un primo segnale concreto che la Regione vuole dare nella lotto contro l’avanzare della povertà. Tutti gli attori sociali sono chiamati a fare la loro parte, per raggiungere capillarmente nel territorio regionale, le persone e le famiglie, più colpite dalla crisi economica.</p>
<p>Il Terzo Settore del nostro territorio ha dato il suo contributo ed è pronto a realizzare i progetti approvati dalla Regione, in un quadrante della provincia di Roma che generalmente non rientra nei progetti delle grandi realtà del settore sociale. L’impegno della Regione, in questa occasione ha svolto un ruolo importante per restituire equilibrio agli interventi sui territori, finanziando nel quadrante della ASL RM G  9 progetti, che investono le varie problematiche legate alla povertà e all’emarginazione sociale.</p>
<p>Anche noi siamo tra i vincitori del bando. La Lanterna di Diogene, il C.E.A.S. &#8211; Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà e la EIDOS, tre realtà che rappresentano la storia del sociale nei Comuni di Mentana e Fonte Nuova, dove hanno realizzato una rete di servizi che, quotidianamente, contrasta il disagio delle fasce deboli della popolazione, senza per questo perdere mai di vista la promozione del benessere e della  solidarietà come elementi trainanti anche di innovazione sociale ed economica. Tre cooperative che hanno messo “l’Uomo” al centro del loro lavoro sociale. Al progetto hanno aderito, oltre alla ASL RM G1, i Comuni di Mentana, Fonte Nuova, Montelibretti e Palombara delineando così i confini dell’intervento che realizzeremo nei prossimi mesi.</p>
<p>Ci auguriamo e ci impegneremo affinché tutte le realtà sociali e culturali dei nostri paesi possano sentirsi coinvolte con noi nella creazione di una rete di servizi che ambiscano a restituire coraggio, prospettiva e speranza a quanti si trovano a vivere gli effetti di questa grave crisi economica.</p>
<p><a href="http://www.socialelazio.it/binary/prtl_socialelazio/tbl_news/Copia_8758.pdf">Vedi la graduatoria dei progetti finanziati</a></p>
<p><a href="http://www.socialelazio.it/prtl_socialelazio/?vw=newsDettaglio&amp;id=305">Leggi il comunicato della Regione Lazio</a></p>
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		<title>C.E.A.S.  accede ai Fondi Interprofessionali Foncoop</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 15:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà ha aderito ad un progetto presentato da SAIP Formazione a valere sull’Avviso 23 per la formazione aziendale emanato da Foncoop. Per fare innovazione dei servizi e dei processi gestionali la cooperativa sociale C.E.A.S. ha voluto ricorrere allo strumento dei fondi interprofessionali avvalendosi della professionalità di Saip Formazione che [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà ha aderito ad un progetto presentato da <a href="http://www.saipform.it/">SAIP Formazione</a> a valere sull’Avviso 23 per la formazione aziendale emanato da <a href="http://www.foncoop.coop/">Foncoop</a>.</p>
<p>Per fare innovazione dei servizi e dei processi gestionali la cooperativa sociale C.E.A.S. ha voluto ricorrere allo strumento dei fondi interprofessionali avvalendosi della professionalità di Saip Formazione che da anni progetta e gestisce percorsi formativi per le aziende. I fondi resi disponibili da Foncoop, ente paritetico per la formazione delle cooperative, al quale C.E.A.S. aderisce dal 2004, saranno lo strumento per ridare slancio al <a href="https://www.coopceas.it/wp-ceas/c-e-a-s-accede-ai-fondi-interprofessionali-di-foncoop/?portfolio=kassyopea-theme">Centro Melaverde</a>, uno spazio pensato per la gestione del quotidiano dei bambini e delle famiglie. Un luogo dove bisogni del bambino e bisogni dei genitori si coniugano in un servizio che oltre ad occuparsi delle attività quotidiane dei bambini (compiti, laboratori, accompagnamenti nelle varie attività pomeridiane… e molto altro) offre una risposta al bisogno dei genitori di avere, mentre lavorano, un servizio che dia continuità educativa e sicurezza ai loro figli.</p>
<p>La formazione punta ad offrire agli operatori nuove competenze che gli consentano di ripensare il servizio in funzione dei mutamenti sociali avvenuti negli ultimi anni, come ad esempio la gestione dei luoghi di incontro virtuali o nuove azioni di educazione civica sul territorio.  La  nostra struttura ritiene la formazione continua, fondamentale per dare qualità ai servizi offerti ed investire in questo campo durante la crisi non è semplice.</p>
<p>Per questo ci piace ringraziare Foncoop per il contributo concessoci e Saip Formazione per l’accompagnamento durante il processo di innovazione che abbiamo intrapreso.</p>
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		<title>CORSO DI APICOLTURA BIOLOGICA</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 15:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Cooperativa sociale CEAS promuove il corso base di apicoltura biologica “APICOLTURIAMO” sulle  tecniche di allevamento delle api e la gestione dell’agroecosistema apistico che si terrà nei giorni 23-24 e 29-30 novembre presso il Centro di Formazione di CEAS in via Antonio Moscatelli, 284 a Mentana (Rm). Il corso nasce dalla collaborazione con DNApi Lab [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Cooperativa sociale CEAS promuove il corso base di apicoltura biologica “APICOLTURIAMO” sulle  tecniche di allevamento delle api e la gestione dell’agroecosistema apistico che si terrà nei giorni 23-24 e 29-30 novembre presso il Centro di Formazione di CEAS in via Antonio Moscatelli, 284 a Mentana (Rm).</p>
<p>Il corso nasce dalla collaborazione con DNApi Lab e l’entomologo Andrea Mengassini e dalla collaborazione con altri due partners quali Cooperativa Agricola Sociale Selva Grande di Montelibretti, impegnata nella produzione biologica e nell’agricoltura sociale, e Biosfera Onlus che da anni promuove la formazione e la ricerca per un’agricoltura responsabile ed etica.</p>
<p>“Il corso base di Apicoltura Biologica APICOLTURIAMO” , dice Andrea Mengassini entomologo ed esperto apistico  specializzato presso l’Istituto Nazionale di Apicoltura, “sarà organizzato come un vero e proprio itinerario guidato alla conduzione biotecnica dell’alveare, analizzando nel contempo i nuovi disciplinari di produzione, alla luce delle modifiche normative introdotte di recente in ambito comunitario e nazionale.  Il Biologico è un settore in enorme espansione e nell&#8217;ambito dell&#8217;Agricoltura dimostra di non conoscere crisi occupazionale o di reddito. Orientarsi tra i regolamenti UE, però, non è sempre facile quindi abbiamo pensato ad un corso snello, immediatamente fruibile dagli Allievi, che spieghi in maniera diretta i passi essenziali e i punti critici della disciplina e delle tecniche da adottare in apiario</p>
<p>Al corso di primo livello farà seguito a febbraio 2015 il corso di 2° livello “BEEACAMPUS”, dando avvio ad una collaborazione duratura che porterà un corso innovativo e professionalizzante sul territorio della Sabina, unico anche a livello regionale.</p>
<p>“La scorsa edizione”, afferma Massimo Testa di Biosfera Onlus, “nel secondo corso avevamo 30 iscritti, da tutta Italia”, a dimostrare quanto questa attività stia prendendo piede in un periodo dove il bisogno di reinventarsi, di trovare un’occupazione, di integrare il reddito, propongono nuove alternative, sostenibili, basate sull’enorme ricchezza dei prodotti tipici, biologici, di qualità e con una ricaduta sociale.</p>
<p>“Stiamo per lanciare, infatti, un Gruppo d’Acquisto Solidale a Selva Grande”, continua Massimo Testa, “come abbiamo fatto in altre aziende agricole del Lazio dove parte degli utili erano destinati dal GAS a finanziare i progetti sociali della fattoria.”</p>
<p>Per maggiori informazioni sul corso potete contattare DNApi Lab  cell. 333/7970018 o via mail scrivendo a <a href="mailto:dnapilab@gmail.com">dnapilab@gmail.com</a></p>
<p><a href="https://www.coopceas.it/wp-ceas/wp-content/uploads/2014/09/Corso-apicoltura-biologica-1°-livello.pdf" target="_blank">SCARICA TUTTE LE INFORMAZIONI E IL MODULO D&#8217;ISCRIZIONE</a></p>
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		<title>Il selfie del terzo settore e dei suoi stakeholder: proposte della società civile per la riforma del terzo settore</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 11:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Anna Chiara Giorio (Isfol) pubblicato da www.rivistaimpresasociale.it Abstract Lo scorso mese di maggio il Governo italiano ha lanciato una consultazione pubblica in merito alla Riforma del terzo settore. Hanno risposto oltre mille soggetti tra singoli, organizzazioni del terzo settore e varie tipologie di stakeholder che interagiscono con esso. Tutti i contributi ricevuti &#8211; moltissimi dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="itemAuthor"></div>
<h2>di Anna Chiara Giorio (Isfol)</h2>
<h3>pubblicato da <a href="http://www.rivistaimpresasociale.it/component/k2/item/97-il-selfie-del-terzo-settore-e-dei-suoi-stakeholder-proposte-della-societ%C3%A0-civile-per-la-riforma-del-terzo-settore.html#.VIgSkR9WCr4.twitter" target="_blank">www.rivistaimpresasociale.it</a></h3>
<div class="itemFullText firstpage">
<h3><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Abstract</span></h3>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Lo scorso mese di maggio il Governo italiano ha lanciato una consultazione pubblica in merito alla Riforma del terzo settore. Hanno risposto oltre mille soggetti tra singoli, organizzazioni del terzo settore e varie tipologie di stakeholder che interagiscono con esso. Tutti i contributi ricevuti &#8211; moltissimi dei quali con precise proposte di tipo normativo in ambito giuridico, amministrativo, fiscale e di policy &#8211; sono stati letti e classificati per essere utilizzati in sede di redazione dei decreti legislativi e, successivamente, di programmazione delle politiche.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">I risultati emersi forniscono non solo linee di indirizzo per orientare il legislatore, ma offrono anche uno spaccato qualitativo di come stia evolvendo l’identità delle varie componenti del terzo settore, chiamate a costruire nuove sintesi tra la propria memoria e la necessità di cambiamento. Le opinioni ricevute misurano infatti la loro reale propensione all&#8217;innovazione, legata all’azione locale ma anche al confronto con il contesto e gli indirizzi nazionale ed europeo. Questo saggio breve intende dare un primo ritorno sintetico delle sollecitazioni ricevute, senza avere la pretesa di esaustività.</span></p>
<hr />
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Few months ago, Italian Government launched a public consultation on the reform of the third sector. More than a thousand people responded to the consultation (individuals, nonprofit organizations and many stakeholders of the third sector). All contributions (many of them with specific legal, administrative, fiscal, policy proposals) have been read and classified in order to be used in drafting legislative decrees and political programs.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">These results provide not only guidelines for the legislator, but also draw a qualitative framework of how the identity of the various components of the third sector is changing and building new synthesis between the past and the need for change. The collected opinions measure the real willingness to change, due to local action but also to the comparison with national and European contexts. This short paper aims at giving a brief report on the contributions received, without claiming to be exhaustive.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> </span></p>
<h3><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Introduzione</span></h3>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Il Governo italiano in carica &#8211; come per altre riforme in corso &#8211; ha fatto precedere la riforma del terzo settore da una consultazione pubblica, svoltasi nei mesi di maggio e giugno 2014 attraverso il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sulla base di ventinove linee guida predisposte dal Governo stesso con la collaborazione di alcuni parlamentari esperti del tema. Le linee guida proposte hanno anticipato il disegno di legge delega e vanno nella direzione di rafforzare una visione unitaria del terzo settore, senza livellarne le differenze ma sostenendone le singole specificità, inserendolo in un contesto più ampio e complessivo. Questo intento riguarda da un lato la piena attuazione del principio di sussidiarietà nella riprogrammazione delle politiche pubbliche afferenti la costruzione di un welfare partecipativo che ridefinisca la collaborazione tra organizzazioni profit, nonprofit e amministrazione pubblica. D’altra parte il disegno di riforma intende valorizzare il ruolo economico ed imprenditoriale del terzo settore, offrendo un maggior sostegno allo sviluppo imprenditoriale ed occupazionale delle organizzazioni il cui scopo è di natura sociale e non lucrativa. Questa visione ampia mira ad un intervento normativo che riconosca e sostenga la funzione educativa che il terzo settore svolge nel tessuto sociale, anche favorendo i comportamenti donativi e pro-sociali dei singoli cittadini e delle imprese.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La consultazione ha dato avvio ad un processo di riforma legislativa teso ad accompagnare e rafforzare un’evoluzione sociale in realtà già in atto, che incide sul piano valoriale, culturale e dei comportamenti delle singole persone, delle aggregazioni sociali e della loro interazione a livello economico, sociale e politico. L’adozione, da parte del Governo, dello strumento consultivo aperto a tutta la cittadinanza, anziché di quello più tradizionale di tavoli con le rappresentanze dei cosiddetti corpi intermedi, assume particolare rilievo non solo in un contesto più generale di crisi delle rappresentanze tradizionali (corpi intermedi tra Stato e società civile), di partiti e sindacati e delle loro emanazioni nella società, ma anche e soprattutto in relazione ai soggetti coinvolti, che si autoidentificano anche in base alla loro <em>governance multistakeholder</em>. Lo strumento della consultazione pubblica rappresenta infatti esso stesso un’occasione di partecipazione alla governance dello spazio pubblico da parte di tutti i soggetti del terzo settore e dei loro stakeholder, allargando i confini dal tradizionale campo di gioco delle le politiche di welfare locali. Questa governance richiede di partire dalla ridefinizione del proprio spazio interno &#8211; a livello organizzativo e finalistico &#8211; della propria identità, autopercezione e del proprio ruolo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Entrando nel merito dei temi affrontati dal progetto di riforma ed in relazione ai macro obiettivi sopra richiamati, la consultazione si è focalizzata su cinque aree tematiche, articolate in ventinove linee guida, parte delle quali già da diversi anni oggetto di dibattito tra “addetti ai lavori”, i quali più volte hanno provato a portarli all’attenzione delle istituzioni legislative nazionali attraverso proposte di singoli disegni di legge.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La prima area tematica, <em>Ricostruire le fondamenta giuridiche, definire i confini e separare il grano dal loglio,</em> ha riguardato il riordino della normativa, mediante semplificazione ed introduzione di elementi innovativi: dallo statuto generale alle leggi speciali di settore, dalla semplificazione del riconoscimento della personalità giuridica degli enti alla chiara individuazione delle finalità legate all’interesse generale e non al lucro, dall’adozione di un unico registro del terzo settore a quella di strumenti per rafforzarne la trasparenza, all’istituzione di un organo di indirizzo, promozione e controllo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La seconda area, <em>Valorizzare il principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale</em>, è entrata nel merito dell’esercizio della sussidiarietà, con domande specifiche riguardo a contenuti e strumenti innovativi per la costruzione di un welfare partecipativo, partendo dalla legge 328/2000 sul sistema integrato di interventi e servizi sociali. Le linee guida hanno sollecitato una riflessione sulla ridefinizione dei rapporti con l’amministrazione pubblica, con le imprese di mercato for profit, l’introduzione di strumenti innovativi per sostenere la domanda privata (quali i voucher per le prestazioni sociali).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Un terzo gruppo di linee guida rispondenti all’obiettivo di <em>Far decollare davvero l’impresa sociale</em>, ha affrontato gli aspetti inerenti la dimensione imprenditoriale delle organizzazioni del terzo settore ed in particolare la necessità di riforma della disciplina sull’impresa sociale, con riferimento all’obbligatorietà dell’acquisizione della qualifica, all’ampliamento dei settori di intervento, ai vincoli alla distribuzione degli utili, alla ridefinizione delle categorie di svantaggio.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Un’ulteriore area tematica di consultazione volta ad <em>Assicurare una leva di giovani per la difesa della Patria accanto al servizio militare</em> ha interrogato i cittadini sulla proposta di riforma del servizio civile in chiave universalistica, come diritto per tutti, nella logica di renderlo strumento di educazione alla partecipazione civile e come esperienza propedeutica tesa a favorire l’occupabilità dei giovani.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Infine l’ultima parte dei contenuti di riforma sottoposti a consultazione è stata dedicata a <em>Dare stabilità e ampliare le forme di sostegno economico, pubblico e privato, degli enti di terzo settore</em>, affrontando il tema degli strumenti economici di sostegno del terzo settore, dagli incentivi fiscali alla finanza sociale, fino al riordino dello strumento del cinque per mille, legandoli all’utilità e all’impatto sociale generato dalle organizzazioni nonprofit beneficiarie.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">I risultati emersi dalla consultazione, che ha visto una partecipazione molto eterogenea, appaiono utili su almeno due piani. Il primo ha come beneficiari diretti il Governo ed il legislatore, in relazione alle finalità della consultazione stessa, per indirizzare la legge delega ma soprattutto per la stesura dei successivi decreti legislativi. Il secondo piano ha come beneficiari gli stessi soggetti del terzo settore, in quanto i contributi alla consultazione permettono di misurare la loro propensione al cambiamento, legata all’azione locale ma anche al confronto con il contesto e gli indirizzi nazionale ed europeo.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> </span></p>
<h3><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Chi ha partecipato alla consultazione: vecchi e nuovi stakeholder</span></h3>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La consultazione pubblica ha ottenuto la risposta di 1016 soggetti, di cui 867 sono entrati nel merito delle linee guida proposte dal Governo. L’attenzione va posta non tanto al dato quantitativo, quanto al qualitativo, rappresentativo delle varie tipologie di portatori di interesse, di coloro cioè che a vario titolo impattano con le realtà del terzo settore.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La tipologia più rappresentata (45,7% dei contributi validi) è quella di stakeholder che hanno espresso opinioni a titolo personale: appartenenti ad organizzazioni di terzo settore, lavoratori, utenti di servizi, detentori di una potenziale domanda, dipendenti di amministrazioni pubbliche che gestiscono rapporti con organizzazioni di terzo settore, singoli ricercatori e studiosi, educatori, volontari, volontari in servizio civile, professionisti che offrono supporto e consulenza alle organizzazioni nonprofit, decisori pubblici, operatori della finanza dedicata, ecc.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">I contributi inviati non a titolo individuale ma in rappresentanza di organizzazioni di terzo settore sono stati 380 (42,3% del totale dei contributi validi) più o meno equamente distribuiti tra organizzazioni di volontariato (20,9%), associazioni di promozione sociale (20,4%), con una prevalenza di cooperative sociali e loro consorzi (29,5%); in misura minore fondazioni, associazioni non riconosciute, enti ecclesiastici, organizzazioni per la cooperazione allo sviluppo (Ong), altre tipologie di Onlus (29,2%).</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">A differenza di altre organizzazioni di rappresentanza sociale &#8211; che molti dati empirici registrano in calo di rappresentatività &#8211; la partecipazione alla consultazione ha evidenziato un comportamento controtendenza vista la propensione da parte delle organizzazioni di terzo settore ad aderire a enti sovralocali cui affidare la propria rappresentanza, di secondo o più ancora di terzo livello. I dati rilevati registrano infatti che il 58,2% dei contributi è firmato da organizzazioni di primo livello, il 20% da organizzazioni di secondo livello e ben il 21,8% da organizzazioni di terzo livello, formati in genere da enti di rappresentanza a livello nazionale o sovranazionale. A tale riguardo va però sottolineato come molti contributi provenienti da singole organizzazioni territoriali riproducono il pensiero espresso dall’ente di rappresentanza di riferimento. Le associazioni non riconosciute, che i recenti dati Istat riportano ancora come componente maggioritaria del terzo settore, non hanno invece partecipato alla consultazione, salvo alcune eccezioni, mantenendo la propria tradizione anti istituzionale, localistica ed autoreferenziale.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Le pubbliche amministrazioni hanno fatto registrare una bassa percentuale di adesione alla consultazione (2,6% del totale), a testimonianza dell’ancora scarsa conoscenza del settore e ancora più scarsa propensione a considerare il terzo settore come partner nella definizione delle politiche pubbliche. Più alta (9,4%) è stata invece la partecipazione di altre organizzazioni che a vario titolo interagiscono con le organizzazioni del terzo settore: imprese for profit, organizzazioni di rappresentanza datoriale e sindacale, ordini professionali direttamente coinvolti nelle tematiche, università, enti e network di ricerca, istituti finanziari per il sociale.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> </span></p>
<h3><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Contributi mirati e selettivi e/o esercizio di corresponsabilità</span></h3>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Il tasso di risposta alle cinque aree tematiche permette sia di valutare l’interesse e le competenze specifiche dei partecipanti in relazione ai singoli punti della consultazione sia di misurarne il coinvolgimento sull’insieme dei macro obiettivi. Le risposte evidenziano in particolare la disponibilità dei soggetti del terzo settore ad allargare il campo di interessi ed azione, accettando la sfida del cambiamento delle politiche pubbliche su welfare partecipativo, sviluppo economico, creazione di valore sociale. I dati evidenziano un diverso comportamento tra organizzazioni di terzo settore, amministrazioni pubbliche e loro stakeholder (Tabella 1).</span></p>
<p class="image"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"><a class="fancybox" href="http://www.rivistaimpresasociale.it/images/4/giorio/giorio1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.rivistaimpresasociale.it/images/4/giorio/giorio1.jpg" alt="giorio" width="500" height="168" /></a> </span></p>
<p class="image"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt;"><span data-mce-mark="1">Tabella 1: Le aree di intervento dei partecipanti alla consultazione (in percentuale sul totale dei contributi validi) | Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2014)</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La maggioranza dei soggetti singoli ha espresso opinioni generali sul terzo settore (53,8%) non riferibili in modo diretto ad aree di contenuto della proposta di riforma. Altri stakeholder collettivi hanno commentato soprattutto le linee guida inerenti il riordino normativo e fiscale. Le amministrazioni pubbliche e le organizzazioni di terzo settore hanno invece affrontato (in percentuale superiore al 30 %) tutti i punti delle linee guida. Analizzando i comportamenti di varie organizzazioni di terzo settore (Tabella 2) si osserva un maggior protagonismo e una trasversalità tematica da parte delle componenti più imprenditoriali: cooperative ed imprese sociali. Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale hanno avuto comportamenti simili, concentrandosi su tematiche inerenti l’assetto normativo che le riguarda direttamente (riforma dei registri, i centri di servizi per il volontariato, ecc.), il riordino fiscale e, più in generale, il sostegno economico.</span></p>
<p class="image"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"><a class="fancybox" href="http://www.rivistaimpresasociale.it/images/4/giorio/giorio2.jpg" target="_blank"><img src="http://www.rivistaimpresasociale.it/images/4/giorio/giorio2.jpg" alt="giorio" width="500" height="142" /></a></span></p>
<p class="image"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 10pt;"><span data-mce-mark="1">Interessi tematici dei contributi alla consultazione, per tipologia di organizzazione del terzo settore (valori percentuali) | Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (2014)</span></span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;"> </span></p>
<h3><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Testo unico e valorizzazione delle specificità delle singole componenti</span></h3>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Uno dei principali obiettivi della riforma, come già osservato, riguarda il rafforzamento, nell’opinione pubblica e a livello normativo, dell’identità del terzo settore, salvaguardando e valorizzando le specificità e competenze delle singole componenti. In tale direzione le linee guida hanno interrogato i partecipanti alla consultazione su più punti specifici, tra cui i principali riguardanti la riforma del Titolo I del Codice Civile e le singole leggi speciali, in particolare la revisione della legge 66/91 sul volontariato e della 383/2000 sulle associazioni di promozione sociale con riferimento particolare alla razionalizzazione dei registri e dei servizi, la ricostituzione di un’autorità pubblica terza con competenze sul terzo settore.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">La maggior parte dei contributi è stata concorde sulla necessità di istituire un quadro di principi e regole comune a tutte le componenti del terzo settore. Il primo elemento unificante dovrebbe riguardare innanzitutto la finalità solidaristica e l’utilità sociale delle attività. Tra le regole comuni maggiormente condivise sono stati poi indicati i principi di una governance improntata alla partecipazione e trasparenza da perseguire mediante l’adozione di strumenti graduati &#8211; in relazione alla dimensione economica dell’ente &#8211; e di rendicontazione economica e sociale. Nella cornice complessiva dello statuto generale dovrebbe si dovrebbe poi:  delineare un coerente sistema di fiscalità di vantaggio che distingua tra “benefici concessi ad un’organizzazione in base alla sua natura e benefici legati alla rilevanza sociale dell’attività”; fissare l’obbligo di indivisibilità del patrimonio e di non distribuzione degli utili (con la parziale eccezione per le imprese sociali); indicare regole chiare che permettano di distinguere tra lavoro volontario e lavoro retribuito.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Negli statuti speciali invece &#8211; da riorganizzare per evitare sovrapposizioni, incoerenze e duplicazioni &#8211; la maggioranza dei contributi richiede che trovino spazio le specificità delle attività svolte, salvaguardando i “ruoli specifici di <em>advocacy</em> e di promozione dei diritti, di erogazione e redistribuzione delle risorse, di produzione di beni e servizi di interesse collettivo”. In tale direzione è stata richiesta anche una legge speciale che riconosca come nuovi soggetti del terzo settore i network e le reti, che si presentano oggi come raggruppamenti stabili.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Per quanto riguarda le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, la maggior parte delle opinioni va nella direzione espressa dalle linee guida, che ha indicato un percorso di parziale convergenza tra le due tipologie. I contributi condividono la necessità di predisporre un unico Registro &#8211; che alcuni indicano su base regionale ed altri nazionale &#8211; e la ridefinizione ed unificazione dei due Osservatori (dell’associazionismo e del volontariato) sia nelle funzioni che nelle componenti, dove dovrebbero sedere un numero maggiormente rappresentativo di organizzazioni. Ancora verso la parziale convergenza vanno i contributi che auspicano la riorganizzazione dei centri di servizio per il volontariato &#8211; per renderli più razionali e fruibili dal maggior numero di organizzazioni anche di promozione sociale &#8211; e la richiesta di adozione di criteri unici di remunerazione per i soci lavoratori e quelli volontari.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Molti interventi hanno espresso la richiesta, con riferimento alle leggi speciali, di “re-inquadramento delle associazioni di volontariato di secondo livello nell’ottica della valorizzazione dei sistemi di rete e del riconoscimento della rappresentanza volti a favorire il dialogo e i raccordi con i livelli superiori istituzionali e in termini di contributo programmatorio alle politiche sociali”.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Solo una minoranza, costituita da enti di volontariato e da associazioni, ha espresso invece opinione contraria al testo unico e alla creazione di un registro unico delle associazioni e degli organizzazioni di volontariato, preoccupata di snaturare la propria identità e specificità.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Tra gli altri spunti emersi si richiama la richiesta di “potenziamento del diritto all’associazione”, l’indicazione di predisporre politiche specifiche che provvedano “forme stabili di formazione alla cittadinanza e al volontariato” da condursi nel sistema formativo scolastico, il diritto, anche per gli inoccupati e disoccupati, al riconoscimento e certificazione delle competenze acquisite con l’attività di volontariato.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Con riferimento all’istituzione di un organismo pubblico con competenze specifiche sul terzo settore, la maggior parte dei contributi concorda sulla necessità di istituire nuovamente tale organismo con funzioni di indirizzo, controllo, promozione e studio. Una minor uniformità riguarda invece l’identità giuridica da adottare: authority indipendente piuttosto che agenzia piuttosto che organismo presso il Ministero.</span></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: 12pt;">Le organizzazioni non governative che svolgono attività di cooperazione internazionale e le organizzazioni di volontariato che svolgono pure tali attività richiedono infine al legislatore di raccordare la normativa sul terzo settore con quella recentemente approvata in Parlamento sulla cooperazione internazionale.</span></p>
</div>
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		<title>Il Melograno</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 16:01:08 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="align-center" src="https://www.coopceas.it/wp-content/uploads/2014/04/melograno.jpg" alt="" width="100%" /><br />
Il Comune di Mentana – Assessorato alle Politiche Sociali &#8211; ed il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà di Mentana hanno avviato un progetto sperimentale denominato “il Melograno” il cui obiettivo è impedire la disgregazione del nucleo familiare nel momento in cui le condizione socio economiche richiedono l’intervento dei servizi sociali territoriali. L’area progettazione del C.E.A.S. ha elaborato un modello di intervento che oltre ad impedire l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare d’origine, sostiene il genitore nel ricostruire un percorso di autonomia personale e lavorativa che gli consenta di ripristinare l’equilibrio relazionale sia familiare che sociale. La valorizzazione delle risorse di rete presenti nel territorio e la quotidiana presenza di un educatore al fianco del nucleo familiare aprono un nuovo scenario per la famiglia, dove i risultati raggiunti sono davvero percepiti dagli utenti come una conquista personale che ne aumenta l’autostima e la fiducia sociale, favorendo il loro graduale svincolo dal progetto.</p>
<p>Il primo progetto sperimentale è stato attivato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Mentana nel mese di settembre e vede coinvolti quattro servizi socio sanitari del territorio, che seguono i componenti del nucleo nelle loro esigenze quotidiane. Trovare nuove forme di accoglienza, basate sul concetto di autonomia e non di assistenza è un azione che il C.E.A.S. porta avanti da diversi anni e oggi, con la situazione socio economica che investe il nostro paese, potrebbe essere il momento giusto per invertire quella tendenza assistenzialistica che, seppur criticata da molti, continua ad essere il filo conduttore dei servizi alla personali di tanti enti pubblici.</p>
<p>Per informazioni sul servizio o per sostenere il progetto scrivete a</p>
<p>ceas@coopceas.it</p>
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		<title>Centro “Melaverde”- Una risposta concreta per le famiglie</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 15:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[melaverde]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Centro “Melaverde” riparte con le attività per i bambini dai 6 ai 13 anni. Il servizio si pone l’obiettivo di offrire ai bambini uno spazio di socializzazione strutturato, dove, in compagnia di animatori ed educatori, potranno sperimentarsi in laboratori, giochi e sport che li faranno sentire protagonisti del loro tempo e del territorio in [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Centro “Melaverde” riparte con le attività per i bambini dai 6 ai 13 anni. Il servizio si pone l’obiettivo di offrire ai bambini uno spazio di socializzazione strutturato, dove, in compagnia di animatori ed educatori, potranno sperimentarsi in laboratori, giochi e sport che li faranno sentire protagonisti del loro tempo e del territorio in cui vivono…il tutto dopo aver fatto i compiti. Infatti il Centro intende essere uno spazio in cui i genitori possano trovare risposte per i loro figli mentre loro sono al lavoro. Le mamma ed i papà potranno confrontarsi con gli educatori  rispetto alle problematiche legate alla gestione quotidiana della famiglia o al vivere insieme.</p>
<p>Per cui date un’occhiata ai servizi e contattateci, siamo a vostra disposizione anche per accogliere idee e suggerimenti utili a migliorare il livello di integrazione con il territorio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I servizi attivi sono:</p>
<ul>
<li>Doposcuola: attività di supporto didattico, laboratori esperienziali, ripetizioni private</li>
</ul>
<p>Mensa: pranzi e merende per i bambini ed i ragazzi  che non frequentano il tempo pieno o che necessitano del servizio di post scuola</p>
<ul>
<li>Animazione per bambini e ragazzi: laboratori ludici, laboratori creativi, laboratorio teatrale, corso di chitarra, gite ed escursioni &#8211; apertura serale per preadolescenti ed adolescenti</li>
<li>Campi scuola: campo invernale sull’Appennino – campo primaverile in una città d’arte – campo estivo sul litorale laziale.</li>
<li>Sala e animazione per le feste dei bambini, per cene tra ragazzi o famiglie.</li>
<li> Melaidea: spazi a disposizione per realizzare corsi o laboratori da aprire al pubblico</li>
</ul>
<p>Per maggiori informazioni su attività, costi e modalità d’accesso al Centro</p>
<p>Tel 06.90.93.076 &#8211; 338.99.14.807</p>
<p>Mail <a href="mailto:melaverde@coopceas.it">melaverde@coopceas.it</a></p>
<p>oppure visitate la sezione “I servizi”.</p>
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		<title>I Dialetti della Solidarietà</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 15:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà di Mentana nel corso degli ultimi tre anni ha sviluppato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per sostenere i progetti di accoglienza del Centro rivolti all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia, in collaborazione con alcune compagnie teatrali e numerosi artisti. La Regione Lazio ha contribuito alla realizzazione di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.coopceas.it/wp-ceas/wp-content/uploads/2012/10/bimbi-disegno.jpg"><br />
</a>Il Centro Educativo di Accoglienza e Solidarietà di Mentana nel corso degli ultimi tre anni ha sviluppato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per sostenere i progetti di accoglienza del Centro rivolti all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia, in collaborazione con alcune compagnie teatrali e numerosi artisti.</p>
<p>La Regione Lazio ha contribuito alla realizzazione di questa campagna rendendo disponibile il Teatro Olimpico di Roma per portare in scena “So l’enimmista” (2010) e “Cuore Comico” (2011).</p>
<p>Quest’anno il C.E.A.S. ha avviato un nuovo progetto, “I dialetti della Solidarietà”, che vedrà come primo spettacolo la commedia dialettale “Nessuno è santo, Nessuno è diavolo”, portata in scena dalla Compagnia Amatoriale Eretina.</p>
<p>Il progetto vuole offrire a tutte le compagnie amatoriali del territorio nazionale la possibilità di calcare un palco importante come quello del Teatro Olimpico per dare, con le loro rappresentazioni, un contributo concreto per sostenere progetti a favore dell’infanzia e dell’adolescenza in difficoltà’ presenti nel loro territorio di provenienza. Il progetto vuole coniugare la passione che spinge le compagnie teatrali amatoriali a quella che guida l’operato di chi si occupa di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di disagio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dei diritti dell’infanzia, con particolare riguardo per quella meno fortunata.</p>
<p>La volontà di associare le due realtà si fonda anche sul principio di territorialità che sostanzia entrambe. Così come le compagnie amatoriali sono espressione delle tradizioni locali e dei fantastici dialetti della nostra nazione, le comunità residenziali sono state pensate per consentire al territorio di prendersi cura dei figli meno fortunati che proprio nelle tradizioni, nella ricerca di radici e nel senso di appartenenza ad una comunità fondano la loro speranza di ricostruirsi un futuro migliore.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.coopceas.it/i-dialetti-della-solidarieta/">I Dialetti della Solidarietà</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.coopceas.it">CEAS Mentana</a>.</p>
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