banner Giubileo della Cooperazione

La nostra Organizzazione partecipa al Giubileo delle Donne e degli Uomini che fanno Impresa, organizzato dal Vicariato di Roma in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, ed ha avuto l’onore di essere una delle testimonianza negli eventi preparatori. Ci piace condividere questo piccolo risultato con tutte le imprese che stanno condividendo con noi la Campagna di Responsabilità Sociale “Chi Fa Casa” – un progetto per ristrutturare insieme al territorio un ambiente educativo dove i ragazzi accolti nel Gruppo Appartamento per minori, “l’Albero delle Mele”, possano ricostruire nuovi percorsi di vita incentrati sulla solidarietà, la fratellanza, il rispetto e la responsabilità. Affiancati dal C.A.I.M.O. di Monterotondo, insieme al Gruppo Iezzi, la Iezzi Service, Elettroservice, Arredo Salaria, GeoPlan, Edilcasa, ed IKEA Italia, stiamo sperimentando, secondo noi il lato più bello della Misericordia. Quello del “Fare Insieme” una società che cerchi di non lasciare indietro nessuno.

 

Mauro Giardini Presidente della Cooperativa sociale C.E.A.S.

“La storia della nostra organizzazione nasce in seno all’Associazione Fraternitas – Ente morale costituito nel 1972, riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica, per la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia. All’interno di questo contenitore si è sviluppato il nostro progetto cooperativo: due cooperative sociali di tipo A e due cooperative di tipo B, che si apprestano a ratificare la loro collaborazione con un contratto di rete – servizi educativi di accoglienza, residenziale e diurna, per bambini, ragazzi e nuclei familiari; servizi educativi per l’infanzia e la famiglia; percorsi di inclusione sociale e lavorativa, servizi di agricoltura e turismo sociale.

L’ispirazione Cristiana ha connotato la nostra mission e la nostra vision. La continua ricerca di risposte sempre aderenti alle mutevoli problematiche sociali emergenti si muove all’interno del binomio “Misericordia” / “Fraternità”.

Sulla sponda della Misericordia continuiamo a sperimentare la costruzione di approdi sicuri per chi ha bisogno di recuperare e ricostruire il proprio cammino esistenziale.

Sulla sponda della Fraternità cerchiamo di costruire e affinare gli strumenti con cui contribuire alla realizzazione di nuovi percorsi di vita incentrati sull’autonomia responsabile e solidale.

Su queste direttrici incentriamo la nostra proposta educativa, supportati dal metodo Montessoriano e dal modello della Giustizia riparativa ad approccio relazionale.

In questa visione, La Misericordia, secondo me, travalica il concetto di compassione verso il più fragile, per acquisire invece un’accezione di matrice pedagogica che la connota come “sguardo amorevole del buon padre verso il figlio”. Nell’esercizio costante della Fratellanza riusciamo a coinvolgere proattivamente i ragazzi e le persone con cui condividiamo la quotidianità, nella consapevolezza del valore profondo della solidarietà. Il nostro obiettivo è sostenere ogni persona che vive i nostri servizi nella realizzazione della propria unicità nel contesto sociale, accompagnandola verso l’autonomia e la partecipazione attiva e responsabile per la costruzione di un nuovo paradigma sociale.

Ogni giorno 60 donne e uomini si impegnano con umiltà e professionalità per la trasformazione di questo pensiero in gesti concreti, in grado di modificare comportamenti sociali e offrire nuove prospettive relazionali a chi vive spesso ai margini della società.

Una visione complessa, che diviene ancor più ardua quando si cala nella realtà e fa i conti con i livelli gestionali dei servizi e dei progetti, con la complessità delle regole dei sistemi sociali in cui si esplica. È proprio per rispondere a tale complessità che, circa 8 anni fa, abbiamo sentito il bisogno di strutturare i nostri modelli gestionali, rafforzando le competenze in alcuni ambiti più prettamente di tipo economico finanziario. Certo noi non siamo andati troppo alla ricerca dell’etica, perché ogni nostro gesto ne era già intriso. Abbiamo invece cercato di modellare i concetti economici intorno ad essa. Parlare di controllo di gestione, di centri di costo, di marketing e comunicazione, di fundraising o di strumenti finanziari, senza scalfire i valori di cui vi ho parlato, è stato ed è tutt’oggi molto faticoso. L’essenza della mia testimonianza vuole essere proprio questa. La cooperazione può essere uno degli elementi di rigenerazione su cui fondare una nuova forma di economia che non riproduca le deformazioni sociali che stiamo vivendo. Per fare questo però essa non deve mai perdere la tensione necessaria a mantenere saldo l’equilibrio tra efficacia morale ed efficacia economica. Viceversa, il rischio che corre è quello di perdere credibilità su entrambi i versanti, risultando sgradevole sia all’osservatorio etico che a quello di mercato. La posta in gioco, che noi riusciamo ad intravedere, è molto interessante, perché, come accaduto in passato, le nuove generazioni hanno voglia di strumenti concreti per realizzare sogni e benessere.”

A Rosalba, Valerio, Franco, Ivano, Carlo, Tiziano, Tony, Alessandro, Aldo

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